Riciclaggio da evasione fiscale: Direttrice di filiale imputata per 648bis, insieme alla banca per responsabilità amministrativa d’impresa!

 

Sette anni di carcere sono stati chiesti dalla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, per la ex direttrice di Sede della Banca Popolare di Bari, perché accusata di °Riciclaggio da evasione fiscale°.

Secondo la tesi dell’accusa, sommariamente commentata dalla cronaca, la responsabile di filiale avrebbe favorito o comunque non avrebbe fatto abbastanza per evitare che un proprio cliente, notissimo e stimato professionista del campo sanitario, avrebbe evaso imposte per ottocento mila euro, per una vicenda accaduta nel periodo fra il 2007 ed il 2014.

Pratica operativa

La storia in commento mi ricorda quando, verso gli inizi degli anni duemila, nella stessa banca barese, ricevetti una visitina da parte dell’Ufficio Italiano Cambi della Banca d’Italia, per una ispezione antiriciclaggio.

In tale contesto, nel mio ruolo di Responsabile aziendale antiriciclaggio mi trovavo a gestire una posizione  particolarmente complicata in quanto, una privata consumatrice, priva di redditi ed abbastanza avanti con gli anni, suocera di un noto imprenditore barese operante nel settore del commercio di beni, risultava titolare di numerosi rapporti a nove zeri come conti correnti, certificati di deposito, polizze, dossier titoli, depositi a rissparmio nominativi ed al portatore.

In pratica, si trattava di conti extracontabili utilizzati dal genero per occultare ricavi non fatturati in completa evasione fiscale, utilizzando un prestanome in famiglia.

L’arzilla vecchietta, era altresi titolare di una pensione sociale Inps.

Per dare l’idea di cosa parlo, vi dico che la stessa veniva chiamata per firmare le fideiussioni a garanzia delle linee di credito concesse al genero che, poverino, con i bilanci in rosso non aveva sufficiente °merito creditizio°.

Di tutto e di piu’.

La triade ispettiva Bankit dell’epoca, ispezione durante, a reti unificate, mi chiesero come mai non avevo provveduto ad inoltrare alcusa Segnalazione di operazione sospetta con la causale di °Riciclaggio da evasione fiscale°.

Feci prontamente notare, agli esimi ispettori che la ingente provvista finanziaria era stata accumulata nel periodo storico di vigenza della legge 516/1982 quando, l’evasione fiscale era punita come una mera contravvenzione, qualunque fosse stato l’imponibile sottratto alla tassazione.

Con tale impostazione normativa, l’evasione fiscale non poteva mai essere un reato presupposto al riciclaggio e pertanto, nessun obbligo poteva addebitarsi sull’operato dello scrivente.

Infatti, l’ipotesi delittuosa – reclusione e multa – venne introdotta soltanto con il  decreto legislativo nr.74/2000 e da tale data, l’evasione fiscale, sia pure al superamento di determinate soglie di danno erariale, ha fatto scattare l’obbligo della collaborazione attiva in tema di lotta al riciclaggio di denaro sporco.

Gli ispettori, presero buona nota e archiviarono!

Responsabilità penale della ex direttrice di filiale

Oggi, a leggere le motivazioni dell’accusa, sostenute dalla Procura della Repubblica di Bari, la cui pronuncia di merito da parte dei Giudici é ancora in divenire, si parla di sette anni di carcere per l’ex direttrice, perché imputata di °Riciclaggio da evasione fiscale°

Ho già parlato della vicenda con gli articoli – Evasione fiscale e riciclaggio: Le responsabilità della direttrice di filiale della Banca Popolare di Bari – Formazione & consulenza antiriciclaggio (giovannifalcone.it)  – Accusa di riciclaggio e costituzione di parte civile della BpB contro la Direttrice di filiale! – Formazione & consulenza antiriciclaggio (giovannifalcone.it) .

Al netto della della sentenza che deve ancora uscire, non ne parla nessuno. Non ho letto alcun commento della vicenda, quasi come se fosse una cosa normale che un cliente di una banca, nell’arco di sette anni sottrae al fisco 800mila euro senza che nessuno se ne accorga e faccia qualcosa per fermarlo.

In pratica, sembra capire che in questa banca non esisteva una organizzazione a cominciare dal Responsabile antiriciclaggio, una compliance, un organo ispettivo interno, un organo di vigilanza, un collegio sindacale o chiunque altro aveesse potuto e dovuto sollevare un alert.

Insomma é mai possibile che i conti dei clienti venissero letti soltanto dalla ex direttrice di sede?

La banca, nella circostanza degli eventi contestati dall’accusa, non si capisce a che titolo, trova anche il coraggio di costituirsi parte civile, dove si trovava?

Gli interrogativi sono tanti, forse addirittura troppi!


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