Un commerciante riceve da uno stesso fornitore tre diverse fatture, la prima di 500 euro, la seconda di 750 e la terza di 950 euro. A fine mese salda il conto di 2.200 euro.

Come si deve comportare? Può pagare in contanti, considerato che il totale di ogni singola fattura è inferiore a 1.000 euro, o deve attenersi alla norma pagando in contanti 999,00 euro e la rimanenza con assegno?

RISPOSTA

Si ritiene che il pagamento in contanti delle tre fatture per un importo complessivo di 2.200 euro violi l’articolo 49 del Dlgs 231/07.

La disposizione citata considera quale infrazione sanzionabile il trasferimento di denaro contante a qualsiasi titolo tra soggetti diversi per un importo complessivamente pari o superiore a 1.000 euro.

Il Dlgs 151/2009, che ha modificato l’articolo 49 ha introdotto la nozione di “”valore oggetto di trasferimento”” in sostituzione di quello “”valore dell’operazione””. Conseguentemente, il limite delle somme pari o superiori a 1.000 euro è riferito solo al “”valore oggetto di trasferimento”, che nel caso di specie ammonta a 2.200 euro.

Il contribuente può solo pagare un importo in contanti pari a 999 euro e la rimanenza tramite un assegno bancario non trasferibile.

DAL SOLE 24 ORE DEL 27 FEBBRAIO 2012