Pulizia & facchinaggio: Il ruolo delle Cooperative nella frode fiscale!
Qualche anno addietro appresi di una ingente frode fiscale posta in essere da grandi catene commerciali di distribuzione alimentare – Esselunga, Conad – attraverso l’annotazione di fatture per operazioni inesistenti emesse da varie cooperative di servizi operanti nel settore del facchinaggio.
Il sistema di frode, collaudato da tempo in tanti altri settori dell’economia nazionale, ha consistito nel creare cooperative cartiere, aventi il compito di emettere i documenti fiscali che, pur senza versare l’Iva all’erario in quanto evasori totali, hanno consentito per anni a questi grandi clienti la possibilità di detrarsi l’imposta in danno dell’Amministrazione finanziaria totalizzando una frode di oltre trenta milioni di euro. Oltre ai familiari più stretti dell’imprenditore (moglie e figlie) – definito il re delle cooperative – nell’operazione in discorso vennero arrestati alcuni professionisti che, data la mole dell’evasione non potevano mancare, oltre che un Funzionario di una importante Banca, indagato per aver omesso importanti controlli ai fini dell’applicazione della normativa antiriciclaggio – https://www.forumantiriciclaggio.it/false_fatturazioni___riciclaggio__coinvolgimento_della_banca_o_del_professionista/
Cegalin Spa – Frode fiscale
La vicenda di oggi, avente la stessa finalità, cioè quello di commettere una frode fiscale in danno dell’Erario è leggermente diversa, nel senso che i “servizi di pulizia e facchinaggio” per la catena di alberghi – core business del gruppo Cegalin Spa – sono stati realmente eseguiti, esternalizzando tali servizi a cooperative che non hanno provveduto ai prescritti adempimenti fiscali e contributivi determinando un ammanco nelle casse dello Stato di 22 milioni di euro. A tanto ammonta infatti il sequestro preventivo operato dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano.
Nella circostanza infatti, si parla di “fatturazioni soggettivamente false” – significando che i servizi forniti non sono fittizi – bensì forniti da soggetti diversi da quelli indicati nella documentazione fiscale.
In ambo i casi si registra la presenza di “società cooperative”, indispensabili per la realizzazione e messa in opera del disegno criminoso che, con disinvoltura, per anni hanno frodato il fisco con ingenti danni all’amministrazione finanziaria.
Antiriciclaggio – Collaborazione attiva soggetti obbligati
In situazioni della specie, come per l’avvio di qualsivoglia rapporto di gestione di attività economiche e oggi possiamo dire soprattutto trovandoci di fronte a società Cooperative, operanti nel settore dei servizi di “pulizia & facchinaggio”, non limitarsi ad una verifica formale della documentazione esibita per l’avvito della relazione ma andare decisameente oltre.
Andare oltre per fare che cosa?
Procedere ad una verifica di cantiere oltre che riscontrare la presenza della organizzazione logistica ed imprenditoriale, unitamente al personale necessario per lo svolgimento dell’attività d’impresa.
Fare questo non scongiura i rischi ma certamente rappresenta il minimo sindacale per la migliore collaborazione attiva da parte del soggetto obbligato – in primis banca e professionista.
In attesa della prossima frode fiscale!

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