Prelievi Bancomat: Controlli potenziali!
Le regole per cittadini e imprese per i prelievi di denaro contante dal Bancomat di uno sportello bancario, sono diverse e, almeno in apparenza, abbastanza ragionevoli.
Con l’avvicendarsi dell’introduzione di nuovi limiti all’uso del denaro contante nella nostra quotidianità da parte dei cittadini, diventa sempre più difficle raccapezzarsi per non commettere errori.
Tra le diverse ipotesi, un eccesso nell’uso del denaro contante attraverso prelievi ripetuti dal Bancomat può determinare l’avvio di controlli sui conti bancari dello sventurato cittadino, a seconda che agisca come privato consumatore o come titolare di un’attività economica d’impresa.
Detto questo, cerchiamo di comprendere quali possono essere, effettivamente, le azioni da parte dell’Amministrazione finanziaria in termini di controllo e sanzioni per il cittadino.
Prelievi al Bancomat, quando scattano i controlli?
Di seguito i limiti previsti sui prelievi Bancomat per imprese e privati.
Imprese
- 1.000 euro al giorno;
- 5.000 euro al mese.
Oltre queste soglie possono scattare controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Privati
- 10.000 euro al mese, anche con più operazioni da almeno 1.000 euro.
Al raggiungimento di questa soglia la filiale della banca, oltre a procedere ad una Comunicazione oggettiva all’organismo di vigilanza della Banca d’Italia come mero adempimento statistico, potrebbe chiamare il cliente per un chiarimento.
In ogni caso, bisogna sempre discernere se stiamo parlando di un conto corrente appartenente ad un privato consumatore oppure trattasi di un conto aziendale, legato all’esercizio di una determinata attività economica.
Troppo spesso, vuoi anche a causa di un quadro sanzionatorio particolarmente minaccioso per gli istituti di credito, per tagliare la testa al toro e uscire da ogni sorta di equivoco, le banche procedono all’inoltro di una segnalazione di operazione sospetta.
L’esempio che si desume dalla lettura della sentenza di Cassazione dell’ottobre 2017 – per una odissea nata nell’anno 2000 – esprime bene il concetto, riguardanti i rischi sottesi all’uso del denaro contante, anche quando ahimè, tale uso, è assolutamente giustificato dalla tipologia di attività economica esercitata – https://www.forumantiriciclaggio.it/antiriciclaggio-innocente/
L’Unità d’Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, ricevuta la “Comunicazione oggettiva”, in presenza di situazioni particolari può far scattare dei controlli da parte della Procura della Repubblica oppure da parte dell’Agenzia delle entrate.
Ad ogni buon fine, indipendentemente dalle indagini o accertamenti potenziali da svilupparsi a cura delle autorità competenti, nessuna legge istituisce un tetto massimo sui ritiri al Bancomat per i singoli cittadini, purché non si tratti, però, di un conto collegato ad attività aziendali.
Limite al pagamento in contanti
Infine, non bisogna confondersi con la legge in vigore, dal primo luglio 2020 è stato fissato il limite dei contanti a 2.000 euro nei pagamenti o trasferimenti interpersonali che non può superare 1.999,99 per non incorrere in pesanti sanzioni amministrative, con l’obiettivo di diminuirlo ulteriormente a 1.000 euro entro gennaio 2022.

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