Partita Iva: Depositi & prelievi”!

 

Sono titolare di una partita Iva. Ho circa 20mila euro depositati in banca. Visti i tassi di interesse praticamente inesistenti, vorrei prelevare questi contanti, ma temo che per una partita Iva, contrariamente per quantol avviene per un privato, l’operazione possa essere “contestata”. Un futuro, poi, vorrei avere la possibilità di ridepositare gli stessi soldi sul mio conto in banca. Sono però venuto a conoscenza di un caso in cui, in seguito ad una verifica, la Guardia di finanza ha sostenuto che le cifre dei versamenti in contanti, anche in presenza di documentazione di prelievo antecedente, vengono classificate come soldi incassati in nero, e che non basta la documentazione del prelievo bancario dellop stesso importo.

Esiste un modo per contrastare tale presunzione?

W.K. – Bolzano

R I S P O S T A

Al ricorrere di determinate condizioni (ad esempio, inattgendibilità dell’assetto amministrativo – contabile del spoggetto ispezionato), la presunzione di ricavi e prelevamenti, disciplinato dall’articolo 32, comma 1, n.2, del Dpr 600/1973,. così come modificato dall’articolo 7 – quater del DL 193/1016, consente all’amministrazione finanziaria di utilizzare i risultati delle indagini finanziarie e bancarie nell’accertamento delle imposte e, in particolare, permette ai verificatori di presumere l realizzazione di ricavi o compensi non dichiarati da parte del contribuente. Al riguardo, occorre effettuare un primo ditinguo a seconda che si tratti di imprese o lavoratori autonomi, avendo altresì riguardo alla natura dell’operazione finanziaria rilevata (prelevamenti o versamenti). Attualmente, dopo un vaglio costituzionale dell’originaria previsone normativa e a seguito della novità introdotta dal menzionato DL 193/2016, la presunzione in base alla quale i prelevamenti, se ingiustificati, costituioscono importi non dicvhiarati opera per le sole imprese (e non anche per i lavoratori autonomi), e a patto che l’importo movimentato risulti superiore a 1.000 euro giornalieri e, comunque, a 5.000 euro mensili. Di contro, gli elementi conoscitivi a disposizione del fisco relativi alle operazioni di versamento possono essere utilizzati dai verificatori nella ricostruzione del reddito del contribuente se quest’ultimo – inteso come impresa o lavoratore autonomo – non prova di averne tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto a imposta o che essi non hanno rilevanza a tal fine.

DAL SOLE 24 ORE DEL 4 OTTOBRE 2021

P.S.: A titolo personale

Mi sento di aggiungere che i problemi segnalati dal lettore non sussistono se il rapporto in essere con la banca risulta collegato ad un “conto aziendale”. In tal caso infatti, tutti i versamenti sono giustificati da una fattura attiva come al contrario, i prelievi, saranno giustificati da una fattura di costo (passivo), superando in tal modo le presunzioni della Guardia di finanza o dell’amministrazione finanziaria.


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