Interruzione rapporto: Una cautela in più!

Più volte, anche nel recente periodo ho commentato talune condotte estreme di intermediari finanziari – praticamente banche – che, sulla base di un sospetto evidenziato tramite una Segnalazione di operazione sospetta od anche, in qualche caso, una notizia negativa di stampa, procedono alla interruzione unilaterale del rapporto con il cliente. A questo link, si possono trovare circa 400 interventi al riguardo https://www.forumantiriciclaggio.it/?s=cessazione

Voi direte: ci sono magistrati che sbagliano facendo dimettere amministratori locali – per lo più sindaci – anche con l’adozione di misure cautelari, perseguendo un  teorema che, quando si arriva al dibattimento, al processo, sia pure a distanza di qualche anno, la vicenda si conclude con un’assoluzione perché “il fatto non sussiste”.

Ora, per ridurre o contenere il rischio di errore da parte di queste banche che hanno paura della loro ombra e che vivono nel terrore, vorrei dare un paio di consigli pratici da applicarsi, in via preliminare, quando decidete di revocare i fidi ovvero interrompere la relazione con un cliente, in genere titolare di un’attività economica.

“Cara banca ti scrivo!

Se unilateralmente decidete di interrompere una relazione con un cliente, titolare di un’attività economica per ragioni connesse ai temi dell’antiriciclaggio, mi permetto di dare due suggerimenti:
1. verificare la coerenza delle transazioni registrate in relazione all’oggetto sociale dichiarato;
2. acquisite copia del Durc, circa la regolarità contributiva e previdenziale dei dipendenti ovvero, il Certificato di regolarità fiscale. Sono due documenti, questi, che avrete cura di acquisire chiedendolo direttamente all’amministratore.
In ordine all’esito di questo riscontro, avrete un elemento in più di valutazione e forse alla fine, potreste decidere di soprassedere alla decisione di cessare la relazione, con il rischio di provocare la morte civile di una impresa sul territorio che rispetta le regole, paga le tasse e i contributi ai dipendenti.
Scusate se è poco!”

Suggerimento gratis!

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *