Nel mentre la “Voluntary disclosure” continua
imperterrita a mietere successi per la reciproca collaborazione e scambio
informativo in materia fiscale con l’abolizione del segreto bancario
sottoscritti tra Italia e Svizzera (23 febbraio 2015), Liechtenstein (26
febbraio) e in ultimo il Principato di Monaco (2 marzo), lo schema di disegno
di legge sul FATCA è ancora in lavorazione.

Infatti, la ratifica dell’Accordo intergovernativo
sottoscritto il 10 gennaio 2014 tra Italia e Stati Uniti per l’implementazione
del FATCA (Foreign account tax compliance act[1])
non è ancora pronto.

Ad oggi il provvedimento risulta all’esame da parte del
senato (dopo l’ok della Camera del 18 dicembre 2014) ad oltre un anno dalla
firma e sei mesi di ritardo dal primo importante appuntamento del 1° luglio
2014 per l’avvio dell’accordo già sottoscritto per la collaborazione Italia –
USA in materia fiscale[2].

Oggi, in assenza di questa ratifica del nostro Parlamento,
gi operatori finanziari si trovano in grandi difficoltà dovendo adempiere ad
obblighi normativi già dal 1° luglio 2014, attesa l’assenza della norma
primaria , nonché dell’annesso provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle
Entrate che dovrà fissare le modalità di trasmissione delle segnalazioni.

Con la prima segnalazione da farsi al 30 aprile p.v. da
parte degli operatori finanziari all’Agenzia delle Entrate e il successivo
scambio con L’Irs USA al 30 settembre p.v sembra un percorso ad ostacoli.

L’attuale schema Fatca prevede che a partire dal 1°
luglio 2014, ai clienti che abbiano sottoscritto un prodotto finanziario (anche
la sola apertura di un conto corrente) viene richiesto di attestare la
residenza fiscale non americana, fornendo ulteriore documentazione a supporto,
soprattutto in presenza di qualche indizio anche generico (quali un cellulare o
un indirizzo USA). L’intero parco clienti in essere al 30 giugno 2014 sarà
oggetto di una due diligence e tutti i soggetti che saranno classificati o per i quali non sarà possibile effettuare
una identificazione compiuta e corretta verranno segnalati con riferimento a
informazioni relative all’identità, ai prodotti finanziari sottoscritti, movimentazioni
contabili e relativi saldi.

L’invasività dell’annunciato provvedimento – pur in
attesa dei dettagli operativi – sembra notevole laddove, per investimenti
significativi – pensiamo a gruppi industriali multinazionali – potrebbe rendersi
necessaria l’analisi di bilancio allo scopo di intercettare taluni soggetti USA
che, con mezzi e modalità diverse, potrebbero occultare un’attività di
investimento di capitali US non dichiarati al fisco americano.

L’attesa continua!



[1] Accordo
adempimenti fiscali su conto estero