Ex Embraco: Bancarotta per distrazione!
Dagli organi di stampa di oggi si legge di alcune perquisizioni e sequestri operati dalla Guardia di finanza su ordine della Procura della Repubblica di Torino, a proposito di una inchiesta per “bancarotta” nei confronti della ex Embraco del Gruppo Wuirl.pool, con cinque indagati.
La somma che manca all’appello perché sottratta dagli amministratori si aggirerebbe, secondo le prime risultanze investigative a circa tre milioni di euro, nel mentre centinaia di dipendenti aspettano lo stipendio.
Dalle prime indagini sembra che, a fronte di una sostanziale inattività dell’azienda, sarebbero stati ricostruiti ingenti e articolati flussi di denaro, partiti dalle casse aziendali e destinati all’estero.
Nel contempo, le operazioni distrattive del patrimonio aziendale sarebbero state perpetrate anche per l’acquisto di beni di lusso, come autovetture di grossa cilindrata ed altro non meglio identificato.
Per evitare il completo esaurimento del patrimonio residuo, la polizia giudiziaria sta procedendo al sequestro di conti correnti, dossier titoli e quant’altro nella disponibilità.
Antiriciclaggio – Alert sottovalutati
Non conosco da vicino i fatti di causa e le modalità delle presunte “distrazioni patrimoniali” ad opera degli amministratori.
La mia è una considerazione di massima che abitualmente faccio quando mi capita di commentare episodi della specie, con particolare riferimento a quella che deve essere la condotta del soggetto obbligato – sia esso la banca o il professionista – che si trova a gestire rapporti economici di questa natura, anche e soprattutto per evitare un coinvolgimento anche inconsapevole in termini omissivi, in vicende di malaffare.
La regola generale, la regola maestra che deve ispirare la condotta e la valutazione del soggetto obbligato deve sempre riguardare la coerenza delle operazioni peste in essere dal cliente nella quotidiana operatività dei rapporti di conto. In questi casi, un modus operandi inconsueto, fuori dall’ordinario deve essere intercettato e “valutato” con la necessaria tempestività.
In altri termini bisogna capire se le transazioni – soprattutto in uscita e ci riferiamo ai costi – hanno un senso e sono giustificati dall’attività economica esercitata.
Se l’amministratore o un proprio delegato ad operare sul conto aziendale, comincia a fare prelievi di contante ingiustificato, spesso anche ingente, deve essere considerato come un alert da tenere in altissima considerazione.
Ancora di più poi, se partono bonifici non giustificati dalla strumentalità dell’impresa o comunque estranei all’oggetto sociale senza alcuna valida motivazione, bisogna immediatamente valutare la possibilità per inoltrare una Segnalazione di operazione sospetta all’Unità d’Informazione Finanziaria.
Trattasi di condotte classiche, condotte tipo che preannunciano il trasferimento delle scritture contabili in Tribunale perché si sta costruendo il default dell’impresa.
Insomma, per farla breve, se stiamo attenti ci può essere qualche Sos in più e qualche fallimento in meno!

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