2 Ott 2016
Fonte:
laleggepertutti.it
Dove mettere i soldi
in nero? E che cosa si rischia? Esclusi il materasso e la Svizzera, la banca è il luogo più utilizzato dai
furbetti delle tasse. Ma antiriciclaggio e Fisco sono sempre in agguato.
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Non è una novità: quando
le tasse da pagare sono tante, anche per piccole quantità di denaro guadagnate,
in molti preferiscono far finta di non avere mai fatto quel lavoro o di non
avere mai venduto quella merce. Con il tacito accordo del cliente, che usufruisce,
così, di uno sconto. Lo sconto che corrisponderebbe alletasse
non pagate. Viene fuori così un guadagno in nero più o meno
consistente, frutto dell’evasione
fiscale. Se la cifra è bassa, servirà per fare la spesa o
andare in pizzeria. Se la somma ricavata nell’arco del mese è alta e laSvizzeraresta troppo lontana e altrettanto
sconveniente, bisogna ricollocarla da qualche parte. Sì, ma dove?Dove
mettere i soldi in nero?E
a quale rischio?
Mettere i soldi in nero in banca: che cosa si
rischia?
Mettere i
soldi in nerosotto il materassonon è proprio la scelta più indicata: non fruttano nulla
e sono sempre alla mercé del primo ladro che entra in casa. Tanto vale
rischiare (perchéqualcosa si rischia)
e mettere i soldi in neroin banca.
Volendo si può fare,
anche perché non esistono delle soglie massime di denaro da depositare sul
proprio conto corrente. Sta all’evasore decidere se versarne poco alla volta
regolarmente (si parla di smurfing)
o tutto di un colpo.
Raramente chi guadagna parecchi soldi in nero versa in banca l’intera cifra, se si
tratta di migliaia di euro. E’ più comune andare in banca, diciamo una volta
ogni settimana, con una piccola quantità. 1.500 euro, per esempio.Che
cosa si rischia?
Si rischia di essere
tirati da entrambe le orecchie, sia dalla normativa antiriciclaggiosia dalFisco,
se si mettono insieme a fare un controllo incrociato la Banca d’Italia, la
Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate.
Ogni volta che il
cliente di una banca deposita sul conto corrente dei soldi in nero (cioè di provenienza sconosciuta) di
una certa consistenza, può rimanere nelle maglie delle normative antiriciclaggio[1].
Tutto dipende da quanto l’impiegato di banca e la banca stessa siano preparati. Se l’impiegato
teme che il correntista sta permettere dei soldi in nero sul proprio conto, teoricamente
dovrebbe segnalarlo all’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia
(l’Uif) e sospendere l’operazione. La stessa Bankitalia e la Guardia di Finanza
si attivano a questo punto per capire da dove provengono quei soldi.Che
cosa si rischia? Una
volta le autorità avranno appurato che non provengono da attività delittuose
(traffico di droga, estorsione, sequestro di persona, furto, ecc.), il
versamento sarà ritenuto lecito. Ma, comunque, gli organi preposti restano sul
“chi va là”.
L\’ombra del Fisco. In
questo caso, per essere scoperti di avere messo dei soldi
in nero ci vuole
un altro tipo di soffiata. L’impiegato di banca non ha la facoltà di informare
le autorità fiscali sul fatto che un cliente sta versando sul conto dei soldi
di provenienza sconosciuta. Può, anzi deve farlo con l’antiriciclaggio,
come abbiamo visto, ma non per quanto riguarda l’evasione delle tasse. Allora,che
cosa si rischia?Si
rischia che qualcuno a cui si fa male guadagnando dei soldi
in nero presenti
un esposto alla Guardia di Finanza (che magari è già stata informata dal
funzionario di banca per via dell’antiriciclaggio) e all’Agenzia delle Entrate.
Un esposto in cui si spiegano i motivi per cui si sospetta che quel soldi
provengano da un’attività su cui le tasse si pagano sì e no oppure per niente.
A quel punto possono partire le indagini del Fisco, volte ad
accertare i movimenti bancari del sospetto evasore e il denaro da lui ricevuto
senza un giustificativo di alcun tipo. Cioè quello che ha messo
in nero in banca.
Il passo successivo sarà
l’avviso di accertamento recapitato dall’Agenzia delle Entrate con il salasso
delle tasse non corrisposte per isoldi messi in nero,
la relativa sanzione e gli opportuni interessi.
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P.S.: L’evasione fiscale, al pari di attività illecite di
altro tipo (estorsione, truffa alla Pubblica amministrazione, Falsa
fatturazione, traffico di droga etc.), al superamento di determinate soglie
economiche – €.150mila su base annua di danno erariale – Dichiarazione infedele
– ex art.4 d.lgs n.74/2000, sostituito dall’art.4, comma 1, lett.a) del D.lgs 24 settembre 2015, n.158. Orbene, per
determinare un danno erariale di tale entità, il cliente deve sottrarre alle
casse del fisco, attraverso la costituzione di un contro extracontabile (conto
personale proprio o di qualche familiare o estraneo prestanome), non meno di
400mila euro. In tali circostanze, l’intermediario finanziario (banca) sarà
tenuto a produrre una Segnalazione di operazione sospetta come Riciclaggio da
evasione fiscale, pena gravi conseguenze per la stessa banca in caso di
omissione.
In definitiva, l\’evasione fiscale, ai fini dell\’alert ed al superamento di determinate soglie economiche, è ritenuta una condotta criminosa costituente delitto (essendo punita con reclusione e multa) alla stessa stregua di altre condotte criminali.

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