Un contribuente, da anni, ha un conto
corrente in banca come semplice persona fisica. Nello stesso tempo, svolgendo
un’attività commerciale, tutti i movimenti passano su tale conto: è obbligato a
modificarlo per uso solo aziendale o può continuare a gestirlo come sta
facendo? E, ancora, ci sono contribuenti che ancora continuano a pagare i modelli
F24 su carta non avendo il conto corrente. Non è mai stata contestata loro la modalità di pagamento, in quanto, ai
vari enti, i versamenti risultano effettuati. A questo punto viene da panesare
che anche l’F24 telematico non è obbligatorio?

G.L. – Avellino

R I S P O S T A

L’obbligo
normativo di tenere uno o più conti correnti bancari o postali, ai quali affluiscano obbligatoriamente le somme
riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali siano effettuati i
prelevamenti per il pagamento delle spese, era stato effettivamente introdotto,
per i soggetti esercenti arti o professioni, dall’articolo 35, comma 12, del DL
223/29006 (il cosiddetto Decreto Bersani). Tale previsione è stata tuttavia
abrogata dall’articlolo 32 del DL 112/2008.

Attualmente
non vige, pertanto, alcuna disposizione che imponga espressamente al titolare
di partita IVA del caso de quo di detenere un conto corrente dedicato all’espletamento
della propria attività commerciale.

Il decreto
Bersani, all’articolo 37, comma 49, ha tuttavia stabilito l’obbligo, per gli
stessi titolari di partita IVA, di effettuare versamenti fiscali e
previdenziali mediante modalità di pagamento telematiche. Ciò può implicare,
indirettamente, la necessità di detenere un conto corrente, considerato che i
soggetti che eseguono versamenti tramite i servizi telematici dell’agenzia
delle Entrate devono essere titolari di conto corrente presso una banca
convenzionata con l’Agenzia stessa.

DAL SOLE 24 ORE DEL 28 GENNAIO 2013