Antiriciclaggio: Rischio alto e verifica rafforzata!
Egregio dr. Falcone,
inquadrare una posizione a rischio alto dipende dal tipo di attività economica svolta oppure dall’eventuale operatività anomala dei rapporti?
Insomma, l’approccio basato sul rischio serve a qualcosa o mettiamo tutti a rischio alto a prescindere?
Grazie
Da un abbonato al sito web www.antiriciclaggio.org
R I S P O S T A
Per quanto i soloni di molte banche – di tutte le dimensioni – preferiscono attribuire il “rischio alto” sulla scorta dell’attività svolta, a prescindere, la norma, il buon senso, la logica dicono un’altra cosa.
La scelta dei soloni, quelli che agiscono senza pensare, quelli che l’antiriciclaggio l’hanno letto solo sui libri – e a volte manco quello – lo fanno per effetto del “terrore sanzionatorio”, nell’erronea convinzione che possa essere l’unico modo per difendersi.
Vorrei solo ricordare che, nella Circolare Bankit del30 luglio 2019 – la vera fonte di tutti i disastri – prima di arrivare a leggere l’Allegato 2 – Fattori a rischio alto – dovremmo passare dall’Approccio basato sul rischio, descritto nella parte introduttiva alla Sezione I, proprio per dire che si dovrebbe cominciare dalla valutazione, studio ed approfondimento della posizione.
Anche recentemente, la stessa Uif, parlando della Pubblica amministrazione, ha inteso fornire un quadro d’insieme di particolare interesse ai fini del significato da attribuire al contenuto della verifica semplificata di cui all’art.23 del d.lgs 231/07 – Pubblica amministrazione & verifica rafforzata: Attività economica esposta a rischi! – formazione & consulenza (giovannifalcone.it)
Cordialità
gf

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