Antiriciclaggio: diamoci un metodo!
Un imprenditore, operante nel settore del commercio di prodotti ortofrutticolo – ingrosso e dettaglio – che, con frequenza, è solito prelevare denaro contante dal conto aziendale di cui è titolare da circa dieci anni.
I prelievi di denaro contante risultano contenuti entro il 10/15% dell’intero fatturato che, per l’anno 2018, è stato di tremilioni di euro.
Gli accrediti sono caratterizzati, per oltre il 50% da bonifici provenienti da piccoli imprenditori operanti nello stesso settore e per la restante parte da denaro contante ovvero versamenti a mezzo Pos.
Una banca, in assenza di giustifiche ritenute valide, ha inoltrato una Segnalazione di operazione sospetta, ritenendo anomala la descritta operatività.
L’altro ieri la Guardia di finanza, è venuta da noi, banca concorrente, chiedendoci le ragioni per le quali non abbiamo ritenuto anomala la citata operatività – ripetuto prelievo di contante.
Cosa ci consiglia di rispondere?
Grazie
Da un abbonato al sito www.antiriciclaggio.org
R I S P O S T A
In via preliminare vi dico che se di “riciclaggio” dobbiamo parlare e quindi di potenziale sospetto di utilizzare, trasferire, denaro o risorse finanziarie di dubbia provenienza e legittimità, dobbiamo riferirci al momento in cui la provvista arriva sul conto e non certo quando esce.
Intanto perché quando una somma entra sul conto corrente aziendale significa che è stata regolarmente fatturata e quindi osserva tutte le regole fiscali e tributarie, essendo in quella fase che devo chiedermi – nella veste di soggetto obbligato agli adempimenti antiriciclaggio – se il cliente abbia le attitudini e capacità economiche per esprimere una simile potenzialità.
Nello specifico, per tornare al quesito posto, il commercio ortofrutticolo, per definizione effettua anche acquisti da piccoli produttori agricoli esonerati da obblighi fiscali (autofattura da parte del grande imprenditore), regolando in denaro contante simili transazioni.
Per le ragioni anzidette, questo istituto non ha inteso fare alcuna segnalazione di operazione sospetta non ravvisando nella condotta del cliente alcuna anomalia.
In questi casi, la Guardia di finanza, farebbe bene a verificare la contabilità del cliente (Libro giornale) onde verificare il concreto utilizzo del denaro contante prelevato, con particolare riferimento al rispetto della norma riguardante il rispetto della soglia peri trasferimento di denaro contante – ex art.49 del D.lgs 231/07.
Cordialità
gf

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