L’altro giorno, al mio indirizzo di posta personale – peraltro ampiamente noto per effetto del mio sito www.forumantiriciclaggio.it/ – ho ricevuto una allettante comunicazione: “”lei ha vinto la somma di euro 200.000,00 (duecentomila) e pertanto, restiamo in attesa di ricevere, con urgenza, le informazioni necessarie riguardanti le coordinate bancarie del suo conto  per procedere all’accredito.””

Questo mi è sembrato uno dei nuovi metodi utilizzati da questi personaggi che non ho problemi a definire “ladri di identità”, il cui unico scopo rimane quello di carpire la buona fede di tanti navigatori nella rete (internet), per conoscere i nomi, indirizzi, data di nascita, coordinate bancarie, password e codici personali. I metodi di queste intrusioni nella nostra vita personale, per quanto apparentemente ingegnosi, sono abbastanza ripetitivi, utilizzando indistintamente la denominazione di noti istituti di credito, peraltro del tutto ignari dei tentativi di frode posti in essere in danno dei correntisti. Io stesso, con sistematica quotidianità, ricevo dall’alias “Ente Poste S.p.A.” innumerevoli inviti a comunicare i miei dati personali, pur senza aver avuto mai alcun rapporto di alcun genere.

Per quanto ovvie, voglio riepilogare, brevemente, le principali cautele ed avvertenze cui tutti siamo tenuti a tenere in debita considerazione, quali:

  1. le banche, o comunque qualsiasi altro intermediario finanziario, non chiede mai notizie personali a mezzo e-mail;
  2. eventuali inviti della specie, rinvenuti all’indirizzo personale di posta elettronica vanno disattesi e cestinati direttamente senza neanche aprirli;
  3. osservare queste brevi raccomandazioni può ridurre significativamente il rischio di vedersi prosciugare il conto corrente ad opera di soggetti di difficilissima identificazione .

Nell’ottica della migliore sinergia anche con gli organi Istituzionali, auspico una maggiore sensibilizzazione della clientela bancaria, anche attraverso spot pubblicitari sui mass media, magari promossi dall’Associazione Bancaria Italiana.

Ciascun intermediario infine, all’atto dell’accensione di qualsivoglia rapporto, potrebbe avvisare la propria clientela circa le modalità di corrispondenza in uso onde allertare da possibili rischi della specie descritta.

La presente riflessione, certamente non esaustiva, vuole essere un semplice avviso…avviso ai naviganti: allarme da phishing.

L’uomo avvisato, è mezzo salvato.

Bari, 17 dicembre 2007

 

  il riciclaggio  da “phishing” deriva dal termine anglosassone “to fish”, equivalente a pescare, ciò che da alcuni anni ed a livello planetario, la sola pronuncia di questo termine suscita paura, rabbia e senso di smarrimento.sto parlando di un reato ignobile, considerato come una frode di natura informatica punita peraltro con sanzioni relativamente modeste che oggi sta spopolando e che va per la maggiore, perpetrata attraverso la rete: sto parlando del phishing ….leggi tutto www.forumantiriciclaggio.it/