Appalti pubblici e infiltrazione criminalità organizzata: Procedure di aggiudicazione anomale!
Non osservare le procedure prescritte in tema di appalti puublici, al fine di favorire qualche impresa sul territorio, rappresenta il principale obiettivo di qualunque forma di malaffare.
In questi casi, in spregio a qualunque forma di sana concorrenza, abbiamo l’imprenditore da una parte che vuole vincere facile (corruttore) e il funzionario pubblico dall’altra che accetta una dazione di denaro (funzionario pubblico corrotto) per manovrare le citate procedure a proprio vantaggio.
Se guardiamo bene, le anomalie sono generalmente le stesse laddove, anche a leggere la cronaca giudiziaria per quindici giorni consecutivi, possiamo benissimo ricavare un “Manuale del malaffare”.
Dettagli da non trascurare!
Soggetti obbligati
Anche in questi casi, le principali anomalie – oltre alle consulenze fittizie che è più difficile individuare – la poca o insufficiente “coerenza” delle transazioni registrate sui rapporti ci può aiutare a comprendere prima e meglio il percorso del malaffare.
I prelievi di contante ripetuti ed ingiustificati dal conto aziendale potrebbe essere un alert da non sottovalutare nel quadro della migliore “collaborazione attiva”.
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Camorra, appalti controllati dai Casalesi: arrestati un funzionario e due imprenditori
i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta, a conclusione di una complessa indagine, diretta e coordinata dalla Direzione distrettuale Antimafia della Procura di Napoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 3 persone, tra cui un professionista destinatario della misura degli arresti domiciliari e due imprenditori riconducibili al clan dei Casalesi per i quali, invece, il giudice ha disposto il trasferimento in carcere.
Le indagini, condotte dai carabinieri dall’anno 2021, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, combinate con mirate attività di riscontro anche di flussi bancari, hanno permesso di accertare la capacità di infiltrazione dei due imprenditori nel settore degli appalti pubblici e il condizionamento delle procedure, con la finalità di aggiudicarsi lavori i cui compensi, in parte, sono stati destinati a finanziare il citato clan dei Casalesi.
Nel corso dell’attività investigativa è stata acclarata la turbativa d’asta illecitamente operata dai tre indagati con il professionista, nell’allora veste di responsabile dell’Ufficio tecnico e componente della commissione aggiudicatrice della gara, per due appalti pubblici, in un comune della provincia di Caserta, relativi ai lavori di manutenzione straordinaria della viabilità comunale, adeguamento sismico ed efficientamento energetico di un plesso scolastico, per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro.


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