39 bonifici frazionati dalla Lega: sulla strada del malloppo!
In poco più di un anno – tra giugno 2019 e maggio 2020 – oltre 500mila euro, sono stati disposti ben 39 bonifici dalla Lega e affini che ruotano attorno a Salvini[1] alla società Mdr stp Srl, riconducibili a due fidati commercialisti bergamaschi Alberto di Rubba e Andrea Manzoni.
Certo, parliamo di spiccioli se pensiamo alla sorte dei 49 milioni apparentemente scomparsi dall’orbita oscura della Lega, quando i vertici del partito si sono impegnati alla restituzione direttamente con i magistrati di Genova, secondo un piano di ammortamento di circa un secolo e senza interessi.
I citati commercialisti, essendo di casa nell’area leghista, compaiono in decine di operazioni, l’ultima delle quali di qualche settimana fa per l’acquisto di un immobile per 800 mila euro da parte di Lombardia Film commission (ente partecipato dalla Regione). Della Mdr stp srl, oltre a Manzoni, revisore del gruppo alla Camera, e Di Rubba, amministratore del gruppo al Senato, fanno parte anche il senatore e tesoriere del partito Giulio Centemero e il senatore Stefano Borghesi. Ancor più interessante viene ritenuto il collegamento con la Dea consulting finita al centro dell’inchiesta genovese sui fondi spariti. Ecco perché l’attenzione della Guardia di Finanza si concentra adesso su queste nuove operazioni effettuate tra giugno 2019 e maggio scorso.
Frazionamento bonifici
Nell’ultimo anno, stante alle segnalazioni antiriciclaggio di Bankitalia, i vari bonifici, disposti tutti dalla “Lega per Salvini premier” e con la stessa causale “pagamento fattura”, hanno interessato parecchi conti correnti allocati su più banche come la Bpm, la banca Popolare di Bergamo, il Credito valtellinese e Bcc di Milano.
La Guardia di finanza sta cercando di capire l’entità complessiva delle transazioni registrate sui rapporti di conto, con riferimento alle causali indicate e al periodo storico.
Pratica operativa
Al netto delle indagini in corso sulle quali restiamo tutti fiduciosi di apprendere qualche scorcio di verità quando prima, quello che maggiormente lascia esterrefatti è come sia stato possibile far scomparire una somma di tale entità (49 milioni di euro ).
Sto parlando della omessa attivazione, da parte dell’intermediario finanziario – banca – per la “sospensione dell’operazione” da parte dell’UIF.
In pratica, con una indagine in corso contro i vertici del Partito Lega nord – B & B, corrispondenti a Bossi e Belsito – per truffa aggravata ai danni dello Stato, come da condanna definitiva arrivata successivamente, la banca non ha ottemperato agli obblighi dell’art.6, comma 4, lett.c) del D.lgs 231/07, per la sospensione dell’operazione consentendo il prosciugamento del conto e la scomparsa dell’intera provvista.
Indagini durante, è stata occultata la provvista o attraverso prelievi ripetuti di denaro contante oppure tramite il pagamento di fatture false.
In ambo i casi, gli amministratori della Lega che hanno succeduto al senatur – Umberto Bossi – sono complici del malaffare e responsabili del reato di Riciclaggio con la responsabilità dell’intermediario come le indagini accerteranno.
Sono fiducioso!
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[1] Lega per Salvini, Lega Nord e Radio Padania

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