SUCCEDE IN ITALIA: Cinque mesi per liquidare la polizza vita di Cattolica

 

Sono da anni lettore di “Plus24” e vi scrivo per segnalare, e tentare di sbloccare, una situazione critica. Una polizza vita stipulata da mia moglie M.A.V. con Popolare Vita (Banco Popolare) poi acquisita da Cattolica Vita e denominata Vera Vita Assicurazione, era scaduta lo scorso settembre e abbiamo inviato richiesta di liquidazione il 3 ottobre con raccomandata con avviso di ricevimento.

Abbiamo più volte sollecitato e non abbiamo mai avuto alcun riscontro. A seguito di ulteriore sollecito telefonico ci è stata richiesta la compilazione di un altro modulo “identificazione e adeguata verifica” prontamente inviato mezzo mail lo scorso 20 gennaio.

Doveva seguire una veloce liquidazione a mezzo bonifico. Ma quest’ultimo  non è mai arrivato.

Ho appurato con gli operatori con cui ho successivamente parlato che nella pratica liquidazione aperta in Vera Vita, oltre alla documentazione, risultano registrati cinque solleciti fatti.

Ho saputo anche che la documentazione è completa, pertanto è incomprensibile che la liquidazione di una polizza vita che deve essere fatta entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta, sia ancora inevasa.

Sconcertante il comportamento di Cattolica Vita, che oltre a non rispettare i termini contrattuali (30 giorni per liquidazione) non si è neppure degnata di darci una risposta.

F.R. – via e-mail

RISPONDE CATTOLICA ASSICURAZIONI

In merito al reclamo del signor F.R., la società si scusa per il ritardo nell’espletamento della procedura, ascrivibile all’avvicendamento dei sistemi informativi di Popolare Vita in Vera Vita, e informa di aver provveduto alla liquidazione della pratica in data 9 marzo 2020 riconoscendo al cliente i dovuti interessi di mora.

DA PLUS24 DEL SOLE 24 ORE DEL 21 MARZO 2020

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P.S. A titolo personale!

Addurre la necessità della compilazione del Questionario dell’adeguata verifica, quale adempimento prescritto dalla normativa antiriciclaggio di cui al D.lgs 231/07, appare decisamente strumentale e priva di alcuna giustificazione, finalizzata unicamente a “perdere tempo”.

Per quanto si desume dalla lettura del reclamo, si ha ragione di ritenere che le stesse informazioni in possesso dell’intermediario, acquisite all’avvio della relazione, potevano essere legittimamente utilizzate per la liquidazione della polizza.

 


  1. Avatar Giovanni Falcone
    Giovanni Falcone

    Qualche cautela o attenzione in più è ragionevole porla in essere, quando parte l’investimento ovvero la sottoscrizione della polizza.
    infatti, è in questa fase che, come intermediario assicurativo nel nostro caso, mi devo chiedere ma l’origine di queste risorse finanziarie investite nell’occasione da parte del cliente, si giustificano in relazione alle argomentazioni fornite o all’attività economica svolta?
    Addurre la necessità della compilazione del Questionario dell’adeguata verifica, quando siamo giunti al momento della liquidazione, quale adempimento prescritto dalla normativa antiriciclaggio di cui al D.lgs 231/07, appare decisamente strumentale e priva di alcuna giustificazione, finalizzata unicamente a “perdere tempo”.

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