Conto aziendale e coerenza delle transazioni: valutazione degli alert!
Prendendo spunto dalla indagine giudiziaria recentemente balzata agli onori della cronaca e riguardante l’inchiesta sul costruendo stadio di calcio a Roma, dobbiamo a mio avviso soffermarci sui principali protagonisti della vicenda: da una parte un potente imprenditore privato operante nel settore della edilizia civile, privata e pubblica – Luca Parnasi, arrestato il 13 giugno u.s. – e dall’altra una serie di dipendenti pubblici del Comune di Roma, faccendieri, consulenti e altri.
L’imprenditore, ascoltato qualche giorno addietro dal Pubblico ministero titolare dell’indagine, in apposito e lungo interrogatorio ha ammesso le sue responsabilità, spiegando di «aver pagato tutti» per rimuovere gli ostacoli burocratici e mantenere buoni rapporti con i politici in generale. In pratica è cominciata la collaborazione con l’Ufficio inquirente della Procura della Repubblica di Roma, dopo due settimane passate nel carcere di Rebibbia.
Affinché dalla vicenda processuale si possa trarre qualche spunto operativo di best practice nei sistemi e metodi utilizzati per intercettare fenomeni di corruzione e malaffare, che ordinariamente transitano nel mondo bancario, bisogna comprendere con quali modalità sono state elargite tali somme di denaro a favore dei soggetti interlocutori quali, associazioni senza fini di lucro, funzionari pubblici oppure politici vari.
Già in altra occasione abbiamo detto che se in passato gli accordi illeciti venivano regolati con denaro contante – pensiamo alla lunga storia di tangentopoli degli inizi degli anni ’90 – oggi è cambiato tutto, laddove vengono utilizzati meccanismi e procedure più sofisticate per lo più caratterizzate da “consulenze fittizie”, “assunzioni”, transazioni tracciate con “disposizioni di bonifico”, anche per importi di assoluta rilevanza.
Coerenza delle operazioni
Nell’intento di comprendere o intercettare possibili sospetti per eventuali transazioni illecite, a cominciare dalla corruzione nella pubblica amministrazione, nella gestione di rapporti di conto di natura aziendale riguardanti imprenditori aggiudicatari nella realizzazione di importanti opere pubbliche, ovvero forniture di beni e servizi, bisogna a mio avviso verificare la “strumentalità” di tali costi.
Facciamo qualche esempio riguardante l’operatività di un conto aziendale:
- Ripetuto prelievo di contante, in momenti diversi, di importo corrispondente a bonifici appena accreditati: emissione di false fatture finalizzate alla costituzione di fondi neri;
- Disposizione di bonifici, a fronte di fatture ricevute per “consulenze fittizie”, desumibili dalla genericità dell’oggetto contenuto nel documento fiscale: annotazione di false fatturazioni;
- Disposizione di bonifici a favore di associazioni Onlus o comunque non aventi fini di lucro, notoriamente vicine a movimenti politici
- Prelievi di denaro contante, per importi ingenti – oltre 50 mila euro – poco trasparenti e non coerenti con la natura dell’attività economica esercitata laddove, i costi strumentali vengono ordinariamente documentati con strumenti tracciabili.
In pratica, siffatte condotte utilizzate per la gestione dei rapporti di natura aziendale, devono rappresentare degli alert che, insieme ad una serie di riscontri de visu – a cominciare dalle motivazioni fornite dal cliente e dal riscontro a scandaglio di qualche fattura – deve indurci ad una valutazione più approfondita circa l’eventuale inoltro di una Segnalazione di operazione sospetta nel quadro della corruzione o reati contro la Pubblica amministrazione.
Insomma, considerata la lettura della cronaca giudiziaria non solo recente, non c’è da annoiarsi e le occasioni non mancano.
Buona lavoro ai soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio!


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